Marzo

Vedo tutti i giorni pazienti imbottiti di trasmissioni televisive di dubbio gusto, di cibi ipercalorici, di tristezza, di depressione, quasi sempre di solitudine, di farmaci…

Hanno bisogno soltanto di un cardiologo o forse anche di un amico, di un saluto più cordiale, di uno psicologo, di un prete?

(marzo 2008)

Noi medici del terzo millenio persi tra budget,linee guida,indagini strumentali sempre più sofisticate,sappiamo ancora guardare negli occhi i nostri pazienti?

Riusciamo ad ascoltarli?a partecipare dei loro problemi?a sentirli vicini?Oppure…

Ma,secondo voi,si può far bene questo lavoro senza cuore?Solo con la ragione? E farlo comunque bene?

(marzo 2008)

“Nossignori,non mi voglio curare,e non voglio appunto per cattiveria.Ecco,forse questa cosa voialtri non vi degnerete di capirla.

Be’io invece la capisco.Ovviamente non so spiegarvi a chi di preciso io intenda far dispetto in questo caso specifico,con la mia

cattiveria;so benissimo che nemmeno ai dottori medesimi potrò in alcun modo”farla sporca”,col mio non andar da loro a curarmi;

e so meglio di chicchessia che così sto danneggiando unicamente me stesso e nessun altro.Cionondimeno,se non mi curo è

giustappunto per cattiveria.”

Questo brano è tratto dalla prima pagina del romanzo”Memorie del sottosuolo”di F.Dostoevskij:il mio pensiero va  ai pazienti

che di continuo,contravvendo le prescrizioni igieniche e dietetiche dei medici,sono “cattivi con se stessi”(infartuati che fuma_

no impunemente,diabetici che si ingozzano….)attuando una sorta di autolesionismo più o meno consapevole.Malgrado i venti anni di laurea e le letture di psicologia continuo a non capire.

Nella società dell’egocentrismo assoluto,come possiamo essere”cattivi con noi stessi”?

Mi risponde Dostoevskij alla pagina 8 dello stesso libro”La mia serva è una  donnetta della campagna,vecchia,cattiva per

stupidità…”

(marzo 2008)

Aprile

La signora è gentile,di bassa statura,cordiale come spesso sa essere la gente del Sud;le dico che da poco ho attivato un

sito e che può già visitarlo per vedere meglio l’attività dello studio.

Mi risponde:”Tanto su Internet ognuno scrive quello che vuole:io mi fido di lei perchè la conosco di persona”.

Grazie per la fiducia e per la lezione.

(aprile 2008)

Una paziente entra nella sala visite contrita,vestita di nero,luttuosa nell’atteggiamento,tradita soltanto da tinta di ca_

pelli quasi berlusconiana.Chiedo cos’è accaduto,mi risponde:Haiu un duluri troppu fotti,mi muriu un figghiu.

Notate che la signora non dice di essere triste,disperata,ma di “avere” un dolore.

Scopro che il figlio aveva 56 anni,che la morte è stata improvvisa,che pochi giorni prima aveva eseguito dei test di

laboratorio predittivi per le malattie cardiovascolari risultati negativi.Domando se il figlio fumasse e la risposta è po_

sitiva(sic!).Ora lei è preoccupata per l’altro figlio:vuol sapere come si possono prevenire queste patologie.

Abbozzo una risposta e comincio la visita.Sta bene,glielo comunico,si conforta.Uscendo dalla stanza mi dice:

Picchì propiu a mia ,c’avia du figghi?Mi ni ristò unu sulu.

La congedo rinnovandole le condoglianze,ma mi accorgo che quelle parole mi hanno turbato;la signora”ha” un do_

lore,”aveva”due figli,”ha”un figlio.E’ rammaricata perchè Dio o chi per lui ha sottratto un bene sì prezioso giusto a

lei che non ne era particolarmente ricca:la morte doveva colpire il componente di una famiglia numerosa di modo

che l’eventuale madre sarebbe stata meno addolorata.

Vuol dire questo la paziente?Sì?

(aprile 2008)

Bellezza chiama bellezza.Venerdì pomeriggio,sia io che l’informatore scientifico abbiamo poca voglia di lavorare:

ha visto il sito,gli è piaciuto,i complimenti sono sinceri(spesso i suoi colleghi vivono adulando),ha gradito il tocco

letterario,Camus,De Andrè…

Esce dalla borsa non un visual,non un campione,ma un foglio con su scritto una poesia di Gabriel Garcia Marquez

:Il pupazzo.Non la conoscevo,la trovo bellissima,vibrata,passionale.Scoprirò dopo che l’autore di “Cent’anni di so_

litudine”(libro da me acquistato a dieci anni e letto a quaranta)ha composto questa lirica nel 2000 dopo aver

saputo di essere affetto da una grave forma di linfoma.

Eccone un verso”…Darei valore alle cose,non per ciò che valgono ma per quello che si significano…”

Un consiglio:andate su un motore di ricerca e leggetela.

Riprendiamo i nostri ruoli:lui mi parla di una statina”miracolosa” e io ascolto.

I nostri occhi sono però diversi.Bellezza chiama bellezza.

(aprile 2008)

Li puoi vedere dappertutto:in un viale,al cinema.Ho notato che spesso indossano felpe

multicolorate con suscritti nomi di fantomatici college americani,abbandonati ad una porzione

di popcorn,di patatine,di pizza…Chi sono?

I nostri ragazzi,gia obesi,già malati della nostra stessa malattia.La società dei consumi”esige”che

siano così,dipendenti,dalla TV,dai videogiochi,da Internet,dal cibo.

E i grandi?E la famiglia?Stanno peggio di loro.

Sono gli  aterosclerotici del domani:le loro carotidi evidenziano soventemente un ispessimento

intimale aumentato per l’età.

Li stiamo programmando per un futuro di malattie e farmaci:l’ennesima dipendenza!!!

(aprile 2008)

Maggio

Ho davanti a me un paziente standard:sembra prodotto in serie.

40 anni suonati da un pezzo,pancetta ingravescente,fumatore,sbalzi di pressione(come dicon tutti),

famiglia da mantenere,e quasi sempre ,la sindrome del 27.

Sto per fare l’elettrocardiogramma,trema,lo invito a calmarsi,faccio una battuta sulla moglie(funziona sempre),

si distende,ternino il tracciato,lo visito,controllo la pressione.

Tutto negativo,anche un eventuale ecocolordoppler cardiaco.

Cosa dire a questo punto?Tranquillizzare sì,ma far capire che si è sulla strada sbagliata e che le indagini

strumentali potranno fra qualche anno essere meno benevole.

Se riesco ad entrare nella “mente” del paziente forse ci sarà un infarto in meno.

Forse il cardiologo più bravo non è colui che fa le giuste diagnosi,ma colui che le evita.

(maggio 2008)

Non ho una buona memoria:ricordo il volto dei pazienti,ma più raramente i loro nomi e soprattutto

i loro problemi.

Settantanni suonati,magro,quasi emaciato,e fumo,fumo,fumo dappertutto:nel colorito cianotico

del volto,nelle unghie,nell’alito(l’ultima sigaretta l’ha spenta sicuramente prima di entrare nello studio).

Mi fa vedere i referti precedenti,chiaramente ha una cardiopatia ischemica che tratto con aspi_

rina,statina,nitroderivati(i cerotti)e un enfisema polmonare.

Gli chiedo a bruciapelo come va col fumo:mi risponde con orgoglio”bugiardo” che è arrivato a

circa 10 sigarette al giorno.

A questo punto vuole spiegarmi perchè fuma:inizia qui che Erich Fromm definirebbe”razionalizzazione”

(giustificare una dichiarazione totalmente illogica con motivazioni ancora meno ragionevoli).

Le cause del suo tabagismo sono i figli:tuttedue trentenni,malgrado siano laureati,uno in matema_

tica,l’altro in chimica,non lavorano neanche precariamente e questa mancanza di prospettive lo

getta in una depressione così totale per cui non può non fumare.

Detto inter nos il nostro amico fuma da  40 anni,la sua tristezza mi sembra abbia altre e più

ataviche radici.

(maggio 2008)

Diapositiva conclusiva della Conferenza”Viaggio fantastico nel Pianeta Cuore”(15/5/2008).

Abbiamo visto un cuore”stellare”.Le recenti acquisizioni tecnologiche ci regalano immagini

cardiache sempre più belle ed affascinanti.

Per quanto ammiri ciò(sono qui per testo),resto fedele a quella che amo chiamare Madre

Clinica:a quella Medcina fatta di anamnesi(ascolto del paziante),fonendoscopio,deduzioni

logiche,che chiede agli accertamenti diagnostici solo conferme di verità gia intuite.

(maggio 2008)

Quelli che ci vendono le consolle,le tv,le briochine,sono gli stessi che ci vendono

i farmaci?

Prima ammalarci e poi curarci.

Tutto questo è progettato con speculazione ed avidità?

(maggio 2008)

Quasi tutte le mattine mi aspettava.Davanti la Chiesa di San Papino a Milazzo a pochi

passi dallo studio,dallla sua abitazione.Longilineo,70 anni apparentemente ben portati,

quasi sempre allegro malgrado i più infarti,la fibrillazione atriale,le continue crisi di edema

polmonare,la pancreatite.Si parlava,si entrava nel Santuario a pregare,poi un saluto,la

routine.Un mese fa scendo dalla macchina e trovo il 118 nei pressi della sua casa:era

già  dentro l’autoambulanza.Il collega mi dice che ha un ictus,lo sento farfugliare.

Non sbaglio certe facili previsioni.Non so se da lassù vai in rete,comunque voglio

salutarti.

Ciao Francesco.

(maggio 2008)

Giugno

La conferenza è finita.

Si avvicinano le persone per un saluto,un ringraziamento,una domanda da fare

privatamente.

Si è avvicinato un tale che mi ha detto una frase già sentita da altre persone

in circostanze simili:”Dottore,lei oggi mi ha fatto spaventare.”

Secondo voi,quanto dura quella paura?

Vi rispondo io,il tempo di una cena a base di grassi,innaffiata

dalla De Filippi o dal Grande Fratello.

(giugno 2008).

In ambulatorio.Il figlio cinquantenne di una mia anziana paziente:Curremu,curremu,curremu

e poi facemu travvagghiari(lavorare) a lei”.

Ha ragione:dovrei smettere di  fare prevenzione cosi guadegnerei di più.

O no?

(giugno 2008)

“E poi signora,dovrebbe cercare di dimagrire,mangiando di meno e camminando di più”.

Certe volte mi arriva una risposta del tipo:Ma perchè dottore,mi trova grossa?”.

La signora ha quasi sempre almeno dieci chili di sopravanzo.Non lo vede,non lo sa vedere,

non lo vuole vedere?

(giugno 2008).

Al domicilio di una paziente anziana.

Signora,quanti anni ha?

Lei piemontese trapiantata in Sicilia da decenni ,con il candore di chi non ha

più le capacità mentali di una volta mi risponde:Sono del 14 dottore,veda un pò lei.:

:Sono 94:.Le dico.

Mi risponde stupita,quasi triste:Sono troppi dottore,troppi.:

(giugno 2008).

Sapete cosa unisce la Musica e la Medicina?

La magia dell’Ascolto.

(giugno 2008)

La signora si sveste per la visita.Noto che la collanina che porta al collo ha due ciondoli:un corno e un crocifisso.

Le dico scherzosamente(ma forse no) che non stanno bene insieme e dovrebbe scegliere.

La paziente non più giovane guarda la figlia che a  sua volta la trafigge con gli occhi della vergogna,poi

mi risponde:Va bene,appena arrivo a casa lo tolgo…:

Esita per una decina di secondi poi conclude:Il corno.:

Menomale ,per un attimo ho temuto il peggio.

(giugno 2008)

Luglio

Ricordo un paziente che venne anni fa per un controllo cardiologico:cinquantino,abbondante,ricciolo e un

accento calabrese onnipresente.

Aveva una cardiopatia ipertensiva,una vasculopatia carotidea:gli somministrai due antipertensivi,l’aspirina;dopo

un mese il controllo evidenziò un ecg migliorato,i valori pressori nei limiti.

Vistosamente felice mi disse:Allora è finito tutto,non ho più niente:vi ringrazio,dottore.:e fece per alzarsi.

Sudai le proverbiali 7 camicie per convircerlo che avrrebbe dovuto continuare a fare i farmaci ,a tenere un adeguato

stile di vita.

Il simpatico paziente che ancora oggi viene a trovarmi è un caso limite per innocenza e simpatia:ma quanti

ammalati dopo interventi di by pass o di angioplatica, forse pure incoraggiati da cardiochirurghi e cardiologi

emodinamisti sono convinti che”è finito tutto”!!!

(luglio 2008)

Ritorno sull’argomento.

Episodio molto più recente.Stavolta il paziente è un ingegniere;è venuto da me per dolori toracici

da  sforzo.Ho richiesto un test ergometrico che è risultato essere positivo,quindi la coronarografia e

un paio di stent.

Torna da me perchè l’angina è tornata:gli spiego che forse dovrà ripetere l’arteriografia.

Mi dice stupito:Mi sembrava che fosse “finito tutto”.:

Gli rispondo con una frase per me solita:Abbiamo messo una pezza,ma il vestito è liso.:

(luglio 2008)

Strano mestiere quello del medico :compriamo dubbi per vendere certezze.

(luglio 2008)


Agosto

Può un cardiologo fumare,mantenersi grasso e nello stesso tempo essere credibile nei rapporti

con i pazienti?Non dovremmo essere da esempio?da guida?

E’giusto predicare bene e razzolare male?

(agosto 2008)

La conoscete:è l’anziana dell’home page del sito.Quindi non sto qui a descriverla.

Entra con la figlia e la nipotina,gli dico:Signora lei è su internet,l’hanno vista migliaia di persone.

La signora che era chiaramente a conoscenza dell’uso che avrei fatto delle foto scattatole:

E ora quanti soldi guadagno? E lei?

Parla con ironia intelligente,il tono è simpatico.

Già,quanto guadagno? un collega forse allertato dal mio entusiamo, mi  ha chiesto se percepisco denaro in base ai contatti.

E se provassimo a fare le cose senza pensare all’utile che ne ricaveremo,solo per il gusto di farle?

(agosto 2008)

Settembre

La prescrizione medica e in particolare quella cardiologica sono libere?

Il sistema mediatico che ci inonda e sovrasta(congressi,riviste,informazione scientifica capillare ed

asfissiante),gestito dalle multinazionali in regime(è il termine più adatto) di assoluto monopolio,

non rende la prescrizione di farmaci come un evento più consumisitico che medico?

Scegliamo i farmaci perchè sono i migliori o perchè così ci fanno credere?

(settembre 2008)

Non la vedevo da tempo,è una donna di circa 60 anni,lavora la terra (se non ricordo male),bassa,

combattiva nell’atteggiamento.Prima di farsi visitare mi mostra il referto di una Tac toracica:ha

un aneursima dell’aorta ascendente di circa 6 cm,quindi deve urgemente subire  un intervento

cardiochirurirgico.

Glielo dico.Lei mi risponde:Io sono sfortunata:.

Le mie repliche non la scalfiscono perchè:Tanto,io sono sfortunata:.

Va via più ostinata di prima nel suo proposito di morte.

La signora non è pazza,neanche scema,anzi…

E’ sfortunata…

Cos’è la stata la sua vita finora?Rivedo il suo volto per carpine il dolore,sentirne la tristezza.

E’un suicidio?Ha un senso tentare di giudicare?

(settembre 2008).

Sono un medico cristiano.Ho la”sfortuna” di avere come padre spirituale,mons.Aliquò,uomo

tanto buono quanto cocciuto:in una cena invernale mi ha “estorto” il consenso per un

pellegrinaggio da lui organizzato in Terra Santa.Arriva luglio:parto con mia moglie tra ansia

ed entusiamo.

Vedo i Luoghi:al Getzemani mi commuovo davanti al Dio-uomo che suda sangue al pensiero

della croce.

Da Gerusalemme in poi spesso quando vedo un paziente particolarmente sofferente,rivedo gli

ulivi,sento nel suo dolore l’agonia del Cristo.

(settembre 2008)

Milazzo.Mentre lavoro sento dall’aspetto una voce di uomo alterata.Mi avvicino:ce l’ha

con la segretaria per non so quale problema burocratico ed esce quasi urlando accompa_

gnato dalla figlia di 7-8 anni impaurita,vergognata dalla situazione.

Sto per tornare nella sala visite pensando di aver incontrato l’ennesimo”bastasu”(maleducato),

ma poi qualcosa mi diece di seguirlo:lo trovo sul portone del palazzo.Gli dico in tono pacato,sereno,

quasi sorridente che sono il cardiologo che dovrebbe visitarlo.

Risaliamo le scale e con noi  la ragazzina,ora piu tranquilla.

Lo visito(ha poco più di 40 anni,una salute di ferro),mi racconta della malattia del genitore:un

carcinoma polmonare esordito con metastasi cerebrali e un decorso chiaramente fulmineo.Piange

ancora.Familiarizziamo.

Lo accompagno,torniamo in aspetto,saluta la segretaria con rispetto,se ne va ringranziando.

Se non l ‘avessi seguito?

(settembre 2008)

Mirella è una mia amica recente.Ma forse no:ho spesso l’impressione di conoscerla da molto tempo.

Architetto,insegnante di religione,giornalista, irrequieta per intelligenza e natura.

Ha letto il sito:mi spedisce suoi articoli legati al mondo della sanità ed in particolare al rapporto medico-

paziente.

Scrive di medico necessariamente compartecipe della vita del malato,esempio di empatia,di umanità.

Le rispondo.

Cara Mirella,

quando ero specializzando in cardiologia,un collega stizzito dal mio acerbo”successo”

con i pazienti mi disse in un modo sfacciato,insolente,frutto di malcelata invidia che

ero”ruffiano”.

Sono passati vent’anni:sono orgoglioso di essere rimasto”ruffiano”cioè gentile,

disponibile,solidale con chi soffre.

Oltretutto non esiste altro modo di essere medico.

Chi non riesce ad esserlo dovrebbe cambiare mestiere.

Paracelso,protomedico,alchimistica del Rinascimento:

“La maggiore conoscenza è congiunta indissolubilmente all’amore.”

Amare per conoscere meglio la malattia ed i malati.

Amare per curare e per aiutare.

Amare per una maggiore conoscenza.

Ciao.

Francesco.

(settembre 2008)

Ottobre

Nella società dell’effimero non bisogna essere sani,è sufficiente apparirlo.

(ottobre 2008)

Noia di una sala convegni.Diapositive ripetute,relatori soporiferi.

Ad un tratto l’atmosfera cambia,diventa elettrica,si avverte un

brusio continuo.

Mi giro e vedo l’ONOREVOLE,già pronto per i saluti di rito.

Le ballerine di prima fila(primari in attesa di conferma,aspiranti tali,ect)lo attorniano

in fibrillante adorazione.

Tintura di capelli castanomielato da eterno giovine,giaccadivisa con incorporato

spillino pressochè massonico,aria superba,parla dei tagli sulla sanità in nome

di un migliorato rapporto medico-paziente(??!!).

Termina,applausi revenziali,le ballerine lo accompagnano nell’uscita.

Ritorna la noia di una sala convegni.

(ottobre 2008).

Certe mattine non dovrei lavorare:mi manca il solito buonumore,mi indispettisco facilmente,

ho voglia di mandare tutti a quel paese.Cerco di calarmi nella parte,ma credetemi ,non è

facile.Quasi sempre c’è un occhio “fino” che se ne accorge e dice”U dutturi avi  a mala”

Nego con gentilezza ostentata e ipocrita,mi sento cone una barchetta della battaglia

navale(colpito ed affondato).

Come attore faccio proprio schifo.

(ottobre 2008)

Mi aspetta nel cortile dello studio in abbigliamento ginnico.

Cinquantina,orgogliosa dei suoi capelli bianchi e corti,più magra di quanto ricordi,gioviale.

Racconta di quell’anno trascorso dall’ultima visita:lunghe passeggiate,corsa,alimentazione

regolata,pressione sotto controllo:è felice come chi ha capito.

Ripeto l’ecocardiogramma:il setto interventricolare è diminuito di circa 1.5 mm molto

probabilmente grazie al migliorato stile di vita:glielo comunico e il suo volto gia’ sereno,

sembra quasi trasfigurare.

Mi ringranzia:altri (specialisti)ci avevano provato con lei(non nel senso che state pensando),

ma io le avevo parlato con dolcezza.Ripete il concetto per confermarlo riusando il termine

dolcezza,va via ringraziando il Padreterno.

La dolcezza.

(ottobre 2008)

Apro la tv:cosa che faccio sempre più raramente.

L’intervistato ,dirigente della FAO afferma che i paesi industrializzati nel 2007

non hanno mantenuto la promessa di racimolare i 30 milioni di euro previsti per i

paesi del terzo mondo e questo ha fatto passare il numero di affamati del globo

da 850 milioni agli attuali 950 milioni.

Per la crisi finanziara attuale i grandi dell’universo doneranno  alle banche

circa 20 mila milioni(avete letto bene).

Morale:Facciamo morire di fame e per la legge del contrappasso di dantesca

memoria,moriamo di cibo.

(ottobre 2008)

Novembre

Per anni le avevo curato la madre a domicilio,la vecchia cara Cecilia.

Ora è lei che ha bisogno:per telefono la voce è flebile,mi spaventa.

Arrivo prima che posso.Torregrotta.La casa di Cecilia.

Sul quel letto ora Maria.Forse neanche 70 anni,è marcatamente

ipotesa,piena di ematomi,pallida.Chiamo il 118 per un ricovero:

lei mi chiede se c’è pericolo.Nego per umanità già piangendola.

Morirà in ospedale tra poche ore.

(novembre 2008)

Itala.Vicino al mare.L’ottobre siciliano.Sono in casa di  una dolce e arzilla

anziana per un doppler domicilare degli arti inferiori.

Mi racconta di un ginocchio malconcio curato in una clinica ortopedica messinese:

il primo medico che l’aveva visitata era bravo e gentile,il secondo no,fumava(??!!)

e la guardava dall’alto in basso.

I pazienti vanno amati.

(novembre 2008)

La pancia,il sovrappeso è quasi sempre un problema psicologico.

Chi mangia troppo lo fa perchè gli manca qualcosa,qualcuno.

La sofferenza spirituale viene soffocata nell’alimentazione.

La fame mentale viene superata con la sazietà del corpo.

Ma è un inganno:pochi minuti in cui si ingurgita l’impossibile,

l’ebbrezza effimera della pienezza,poi di nuovo lo sconforto,spesso

inconsapevole.

Nel frattempo il peso è aumentato,

l’anima si è impoverita.

(novembre 2008)

Nizza di  Sicilia.Il mio mare.Il paese di mio nonno Giovanni.

Il sole brucia dopo le pioggie battenti degli ultimi giorni.Messina e i suoi rumori sono lontani.

Qui mi aspetta Rosina,novantanni suonati,per il controllo della flebopatia.

La trovo sulla poltrona con le gambe accavallate,i suoi occhi neri mi scrutano con

insistente dolcezza.

“Dottore,sembra più giovane,sta bene.”

Ha ragione,mi sento quasi disarmato,messo a nudo da tanta perpiscacia.

Rosina è giovane:legge libri.La sua mente non è stata intaccata

dalla defilippidite.

Lei non conosce i nominati delle isole,non è travolta dai mezzi di informazione.

Vive,vive intensamente.

(novembre 2008)

“La verità invece ha un abito solo e una sola strada,ed è sempre in vantaggio.”

Questa frase tratta dal romanzo”L’uomo senza qualita’”di Robert Musil mi chiama sempre

nuove riflessioni,l’ho masticata centinaia di volte.

Il mio lavoro cerca sempre la verità,la giusta diagnosi.

E’facile raggiungerla?Quanti ipertiroidismi ho visto travestiti da tachicardie,quante claudicatio intermittens

simulate da artrosi?Li ho sempre riconosciuti?

Spero perchè lei,la verità,è sempre in svantaggio.

(novembre 2008)

Dicembre

Tanti anni fa.Più di 15.La barba nera.Ero una sorta di orsacchiotto con le Duracell.

Il Pronto Soccorso Generale del Policlinico.Arrivo per la notte e tra le consegne mi trovo

una donna anziana,magra per cui è stato già approntato un ricovero in neurologia con

il consenso del medico di reparto per ischemia cerebrale.

La paziente ha contrazioni del cavo orale che simulano un TIA, ma non mi convinco:

la interrogo e scopro che lamenta da circa tre giorni scariche diarroiche violente.

Gli elettroliti!!!Sospendo il ricovero attendendo i prelievi ematici.

Lo comunico alla figlia che spazientita mi risponde:Se mia madre dovesse morire,sappia

che la denuncio.:

Dopo mezzora arrivano i risultati:la signora non ha in corpo nè calcio,nè potassio,quindi

K flebo e subito in Medicina.

Torna la figlia al PSG,viene per ringraziarmi:il collega gli ha spiegato che ho”salvato”sua madre.

La donna divenna una mia paziente,andai tante volte nella sua abitazione e spesso mi riuscì

di”salvarla”.Poi  decise di morire.Una vicessitudine familiare le tolse la voglia di vivere.

Impedì ai suoi parenti di chiamarmi.

Nella mia stanza da letto sul comò c’è una statua  antica,molta bella, raffigurante Gesù Bambino

che riposa su un sasso.

E’un suo regalo.

(dicembre 2008)

Le feste alle porte.Natale.Lo sconquasso della nostra alimentazione.L’espressione più

bieca del consumismo.Dobbiamo ingurgitare di tutto,regali inutili,trasmissioni televisive

pietose e pietistiche,cibo.

Perchè siamo felici:è Natale. Forse perchè siamo infelici:è Natale,annebbiati,confusi,

non sappiamo coglierne il vero significato.

Volete evitare i 4 chili in più,l’impennata del colesterolo,della pressione?

Leggere questi versi.Sono tratti da”La città della gioia”di Domenique La Pierre:parlano

della carestia in India.

“Passò novembre.La partenza del bestiame aveva inaridito l’unica fonte di combustibile:

niente più sterco per cuocere i cibi.E neanche più latte.Non si sentirono più le risate

dei bambini che avevano la pancia gonfia come un pallone.Molti morirono,vittime dei

vermi,della diarrea e delle febbri.Vittime della fame,in realtà.”

(dicembre 2008)

Le gambe.Hanno permesso che diventassimo uomini.

Mentre le mani in combutta con il cervello iniziavano a costruire armi per

cacciare gli animali,arnesi per arare la terra,loro ci aiutarono onestamente

nei nostri spostamenti sorreggendo il peso del nostro corpo.

Tutto è andato bene fini a qualche secolo fa:in fondo si divertivano a scorazzare

per le campagne.

Poi il progresso.Dopo millenni di onorato servizio,furono lentamente accantonate.

Gli agricoltori,i cacciatori divennero operai,commesse,manager.

Oramai le gambe giovano più ai venditori di collant che a chi le porta.

Son un orpello fastidioso ed ingombrante.Davanti il computer,la TV,al cinema,

nel traffico(vedi macchine con cambio automatico)non hanno un senso,una

razionalità.

Quindi la pensione.

E la vendetta.

Stanche,derise,abbandonate a sè stesse,si ribellano per l’ingratudine

di cui l’essere umano è strabocchevole.

Dolori,gonfiore,le trombosi,le ulcere,anche l’embolia polmonare.

Nella guerra con il padrone di un tempo vincono ogni giorno,autodistruggendosi.

Sono i nostri Kamikaze,un tempo le nostre amiche.

P.S.L’uomo primitivo costruiva armi per mangiare e noi?

(dicembre 2008)

L’italiano è una lingua sbrodolona.In un aspetto lombardo si sentirà:

Mi consenta,è lei il medico specialista in cardiologia?

In siciliano lingua più latina e quindi più enucleata diventa:

Iè u dutturi du cori?.

Cori mi rimanda al celebre CORAZON che Giacomo Furia rivolge al principe della risata

con aria dubbiosa nel film”Totò,Eva e il pennello proibito”.

La risposta:Non lo so,saranno le sei,le sei e un quarto.”

Quando  racconto questo aneddoto al paziente in attesa della visita lo faccio ridere,la

tensione gli si scarica di colpo,il cardiologo sconosciuto,barbuto diventa umano,simpatico.

Cosa sa fare una risata!

(dicembre 2008)

Le sale di aspetto si stanno svuotando di infomatori scientifici.Migliaia di licenziamenti.

Di cui non si deve parlare.Multinazionali e media.

Mi chiedo quando incomincieremo a capire.

(dicembre 2008)

Santo Stefano.A pranzo con gli amici di sempre.Le tombole spassose,la voglia di stare insieme.

Il mio cellulare squilla più volte.Loro,i malati ,non vanno in ferie,hanno bisogno

comunque.

Non spegnere il telefonino è il modo più giusto,a mio avviso,di essere pienamente medico.

Mentre scrivo è da poco terminato un raid israeliano su Gaza.Sono morte 140 persone.

Non sono italiane?I panettoni non sono stati toccati?Quindi è tutto a posto?

(dicembre 2008)